Le emissioni si misurano con l’intelligenza artificiale

Strategie ad hoc per de-carbonizzare le attività produttive, una leadership più sensibile ai temi ambientali e tecnologie digitali innovative come l’intelligenza artificiale per la misurazione delle emissioni: queste le condizioni per attuare rapidamente la transizione ecologica

Ridurre le emissioni che alterano il clima fa bene al pianeta Terra e anche al business delle imprese, ma è necessario farlo rapidamente, da subito, perché ogni giorno è importante per contrastare il riscaldamento globale.

Chi ha intrapreso una strategia efficace al riguardo ha iniziato dalla misurazione e dal tracciamento delle proprie emissioni.

È quanto emerge dalla seconda edizione del Carbon Emission Survey Report”, realizzato da Boston Consulting Group (Bcg) utilizzando il software “CO2 AI” e interviste a più di 1.600 fra aziende e organizzazioni con un fatturato dai 100 milioni ai 10 miliardi di dollari, attive in 14 settori economici e in 18 paesi, responsabili di oltre il 40% delle emissioni a livello globale.

Fondato nel 1963, Boston Consulting Group è oggi fra i leader della consulenza strategica a livello globale.

Ogni giorno 22.000 professionisti sono all’opera in 90 sedi, distribuite in 50 paesi, al fianco dei clienti attivi in diversi settori e scenari geografici.

Da oltre trent’anni Bcg Italia opera dagli uffici di Milano e Roma, aiutando i propri clienti a identificare le opportunità a maggior valore aggiunto e ad affrontare le sfide critiche, contribuendo alla trasformazione del business.

Oltre il 90% delle emissioni sono esterne, ma costituiscono una priorità solo per il 12% delle aziende – CO2 AI by BCG Carbon Emissions Survey 2022; CDP Global Supply Chain Report 2021; BCG analysis.

Il report 2022 riprende l’indagine del 2021 sulla posizione delle aziende nel loro percorso verso l’obiettivo “Net Zero”.

Misurare le emissioni è infatti un passaggio indispensabile per una loro reale riduzione, sia per chi ne misura l’intera portata (64%), sia per chi lo fa solo parzialmente (45%).

I progressi compiuti sono stati analizzati individuando le difficoltà incontrate e le soluzioni disponibili per tracciare le emissioni.

La correlazione fra misurazione e obiettivi raggiunti è evidente: solo il 10% delle aziende (+1% rispetto al 2021) misura le emissioni in modo completo e solo l’11% ha rispettato gli obiettivi, ma il tasso di errore medio stimato è del 25÷30%. In sostanza, nonostante i miglioramenti, la misurazione resta complessivamente debole.

Il nodo principale consiste nella percezione delle emissioni: l’88% degli intervistati è focalizzato solo sulle quelle interne – le cosiddette “scope 1” (dirette) e “scope 2” (indirette generate dall’energia acquistata e consumata). Queste, però, sono solo l’8% del totale.

Al contrario le emissioni “scope 3” (tutte le altre indirette, generate dalla catena del valore come la mobilità dei dipendenti, le forniture, ecc.) costituiscono il restante 92%. Solo il 12% degli intervistati sembra comprendere che proprio le emissioni prodotte all’esterno necessitano degli interventi più importanti, e solo il 10% la considera una priorità.

Gli esiti potenziali della riduzione di tutte le emissioni sono estremamente significativi. In termini economici, per oltre il 70% degli intervistati abbattere le emissioni significa generare un ritorno di almeno un milione di dollari e, per il 37%, accedere a benefici finanziari pari o superiori a 100 milioni di dollari. Ma esistono altri importanti vantaggi: ad esempio il 54% ha migliorato la propria reputazione e ha ridotto i costi, il 43% ha registrato un incremento dei ricavi, il 40% ha ottenuto benefici fiscali e il 37% ha aumentato la capacità di attrarre talenti.

Il rapporto ha anche individuato tre focus principali per facilitare la transizione ecologica, Innanzitutto gli intervistati concordano sulla necessità di strategie ad hoc da parte delle autorità, ad esempio mediante normative più evolute, che contemplino ricompense e sanzioni, e maggiori incentivi fiscali, per gli investimenti in energie rinnovabili e nella riduzione delle emissioni.

Un altro aspetto rilevante consiste nel supporto alla leadership, specie da parte della dirigenza senior, con una chiara volontà di allocare più budget. Si sente l’esigenza di decisioni immediate e di azioni concrete, che aiutino a passare rapidamente dalle dichiarazioni ai fatti, senza più ritardi o proroghe.

CO2 AI è la piattaforma di “sostenibilità as a service” per il percorso delle aziende verso “Net Zero” –  BCG analysis

L’adozione di soluzioni digitali è un ulteriore fattore, per molti decisivo. Le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale sono percepite come un catalizzatore sia nei confronti del problema della misurazione, sia per quanto riguarda la riduzione delle emissioni.

Gli strumenti digitali possono, perciò, offrire un valido supporto, garantendo accuratezza e completezza e favorendo il processo decisionale. Aziende e organizzazioni che dispongono di soluzioni automatizzate per la stima delle emissioni hanno infatti 2,2 volte più probabilità di misurare le stesse in modo completo e 1,9 volte più probabilità di minimizzarle.

«I risultati dell’indagine di quest’anno danno un’immagine chiara della situazione» afferma Roberto Ventura, Managing director e partner di Bcg. «Per le attività di misurazione e riduzione delle emissioni, servirsi di strumenti digitali e basati sull’intelligenza artificiale è la chiave per accelerare il processo di decarbonizzazione per tutti i settori».

Il supporto dell’intelligenza artificiale

“CO2 AI” è il software di BCG che permette alle aziende e alle organizzazioni di tutti i settori di misurare e ridurre le emissioni su larga scala, per ottimizzare il proprio percorso verso il “Net-Zero”.

Basato sull’intelligenza artificiale, “CO2 AI” permette infatti di quantificare esaustivamente, accuratamente e frequentemente le emissioni (CO2e, acqua, rifiuti, inquinamento atmosferico ecc.) e fornisce raccomandazioni utili a ridurre l’impronta carbonica, in relazione agli scope 1, 2 e 3.

 

Le emissioni si misurano con l’intelligenza artificiale
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