Energie rinnovabili, a che punto è l’industria italiana

Energie rinnovabili, a che punto è l’industria italiana? Negli ultimi anni la transizione energetica è entrata con forza nel dibattito industriale italiano. Comunicati istituzionali, strategie ESG e dichiarazioni aziendali parlano sempre più spesso di rinnovabili come leva di competitività e sostenibilità

In questo contesto  si può ragionevolmente affermare che oltre il 30% dell’industria italiana utilizza energia da fonti rinnovabili.

A oggi non esiste un dato statistico ufficiale che indichi in modo diretto la percentuale di imprese industriali italiane che utilizzano energia da energie rinnovabili come parte strutturale del proprio fabbisogno energetico.

Le principali fonti statistiche nazionali ed europee misurano infatti:

la quota di rinnovabili nel mix energetico nazionale;

la percentuale di elettricità prodotta da energie rinnovabili;

i consumi energetici suddivisi per settore (industria, civile, trasporti).

Meno frequente, e più complesso, è il dato che riguarda quante imprese industriali utilizzino attivamente energia rinnovabile, attraverso autoproduzione, contratti di acquisto dedicati o strategie energetiche mirate.

Pur in assenza di un numero “secco” sulle imprese, alcuni dati aiutano a inquadrare lo stato della transizione:

Nel 2024 oltre il 40% dell’elettricità consumata in Italia è stata prodotta da fonti rinnovabili, un massimo storico per il Paese.

Considerando tutti i consumi energetici (non solo elettricità), la quota di rinnovabili scende a circa il 20% del consumo finale lordo.

Nel settore industriale, la quota di energia rinnovabile sul consumo complessivo è stimata intorno al 20–22%, con forti differenze tra comparti e dimensione d’impresa.

La quota rinnovabile del sistema elettrico nazionale non coincide con le scelte energetiche delle singole imprese;

consumare energia dalla rete non equivale ad adottare una strategia rinnovabile dedicata;

iniziative di sostenibilità o reporting ESG non sempre implicano una reale decarbonizzazione dei processi produttivi.

Molte imprese, di fatto, utilizzano energia che include una quota rinnovabile nel mix nazionale, senza aver modificato in modo sostanziale il proprio modello energetico.

Un’industria che si muove, ma a velocità diverse

Nonostante ciò, l’industria italiana non è ferma. Negli ultimi anni si osservano segnali concreti: diffusione di impianti fotovoltaici su siti industriali; crescita dei Power Purchase Agreement (PPA) per l’acquisto di energia rinnovabile a lungo termine;  maggiore attenzione all’efficienza energetica e alla riduzione delle emissioni.

La transizione procede però in modo disomogeneo: le grandi imprese avanzano più rapidamente, mentre molte PMI incontrano ostacoli legati a investimenti, burocrazia e accesso agli incentivi.

È però corretto affermare che: la quota di rinnovabili nel sistema energetico italiano è in forte crescita; l’industria sta aumentando progressivamente il proprio coinvolgimento; il potenziale di sviluppo è ancora ampio, soprattutto per autoproduzione, PPA e comunità energetiche.

La vera sfida non è raggiungere una percentuale simbolica, ma rendere la transizione energetica industriale misurabile, strutturale e accessibile, soprattutto per il tessuto produttivo che costituisce il cuore dell’economia italiana.

a cura della Redazione

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